Davide Bellombra

"Voce nel silenzio"

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Povero giornalismo!

Dopo i tanti mesi dedicati alla rubrica “Personaggi Straordinari”  ho voglia di cambiamenti e battezzo ufficialmente la rubrica “Sono senza vergogna”. Mi ispirerò a fatti avvenuti durante la settimana e alla fine premierò quello più ridicolo, grottesco e imbarazzante.

Questa settimana a suscitarmi grande risate e anche enorme incredulità è stato il video girato sul web e in tv del rap di Giuliano Ferrara “Cavaliere, tienimi da conto Monti”, pubblicato dallo stesso “giornalista” sul sito de “Il Foglio”, giornale di cui è direttore.

La cosa sconvolgente è che un giornalista abbia bisogno di mettersi in ridicolo pubblicamente per avere un po’ di visibilità e per aumentare le vendite del suo giornale e gli ascolti della sua trasmissione Rai “Qui radio Londra”!!!

IL GIORNALISMO ITALIANO E’ ALLO SBARAGLIO!!!

E ALL’INGRASSO…AHAH!!!

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Carramba che Carrà!!!

CON GRANDE ONORE VI PRESENTO IL PERSONAGGIO STRAORDINARIO DI QUESTA SETTIMANA…LEI E’ RAFFAELLA CARRA’!!!


Preparando questo articolo ho scoperto che la Carrà nazionale vanta un nome di battesimo così lungo da far invidia alle nobili casate rinascimentali: infatti i genitori l’hanno chiamata Raffaella Maria Roberta Pelloni quando nacque nel giugno del 1943…ebbene si, anche se non lo dimostra minimamente, la sua folta chioma patinata vide la luce ancora prima dello scoppio della guerra.

Dove e quando nasce il suo famoso nome d’arte? A consigliarle lo pseudonimo “Raffaella Carrà” è il regista Dante Guardamagna che, essendo appassionato d’arte, ha la brillante idea di accostare Raffaello, il grande artista rinascimentale rievocato nel suo vero nome, al pittore futurista Carlo Carrà. 

Perchè è proprio un regista a renderla famosa? Pochi sanno che la prima grande passione di Raffaella è il Cinema, con cui venne a contatto un po’ per gioco già da bambina recitando in Tormento del Passato. Negli anni ’60, dopo il diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia, inizia con professionalità a interpretare ruoli importanti in La lunga notte del ’43 di Florestano Vancini, Il peccato degli anni verdi di Leopoldo Trieste, I compagni di Mario Monicelli e Il colonnello Von Ryan, dove recita con la leggenda Frank Sinatra.

Pensate che, nonostante la quasi totalità degli Italiani la ami come presentatrice e cantante, la Scuola Nazionale di Cinema nel proprio sito ufficiale la cita ancora come esempio di grande attrice.

La sua lunga carriera televisiva inizia nel 1962 con Tempo di musica e con Il paroliere questo sconosciuto dove la troviamo nell’inedita veste di valletta di Elio Luttazzi. Nonostante il colpo di fulmine tra la showgirl romagnola e la tv, continuano le sue performance attoriali in piece teatrali e in sceneggiati televisivi come Scaramouche, ancora oggi famoso per la presenza del grande Domenico Modugno. A partire dal 1970 però non c’è più tempo per recitare…è l’anno del boom di Raffaella in Io Agata e tu, dove si presenta al grande pubblico come una moderna donna di spettacolo.

Anche se oggi siamo abituati ad associare la Carrà al tradizionale varietà del sabato sera, all’alba degli anni ’70 la showgirl diventa l’artefice di un rapido cambio di costume e di tendenza nel panorama italiano…basti pensare alla scelta di mostrare l’ombelico nella sigla della Canzonissima di Corrado!!!

Alla visione di questo balletto in prima serata si gridò allo scandalo (pensate se Belen fosse nata in quegli anni)!!!

L’effetto del Tuca Tuca è ancora più devastante…

Il 1974 è il grande anno di Milleluci con Mina…

Nel 1978 presenta il varietà Ma che sera, nel 1981 Millemilioni e nel 1982 affianca ancora Corrado che presenta Fantastico 3 con Gigi Sabani e Renato Zero, suo caro amico ancora oggi. Dal 1983 al 1985 conduce il celebre Pronto, Raffaella? , primo programma del mezzogiorno targato Rai, e ottiene anche grazie alla collaborazione dell’ex compagno Gianni Boncompagni un successo incredibile. Tutta questa popolarità la porta alla vincita nel 1984 del titolo di Personaggio televisivo femminile a livello europeo consegnato dall’European TV Magazines Association. Nella stagione televisiva 1985/1986 è la conduttrice del supershow Buonasera Raffaella e in quella successiva 1986/1987 di Domenica In. Quell’anno però la Carrà deve sopportare un pesante articolo pubblicato dal settimanale scandalistico Novella 2000 che l’accusava di trascurare la madre morente…la conduttrice si trova nuovamente al centro del ciclone e anche di cause giudiziarie e  la vicenda arriva addirittura a toccare il dibattito politico. L’anno dopo Silvio Berlusconi riesce a strapparle un contratto con la sua Fininvest e qui sperimenta i deludenti flop di Raffaella Carrà Show e Il principe azzurro. Amareggiata ritorna alla Rai dove ritrova l’affetto del grande pubblico e riaffiora sulla cresta dell’onda grazie alla conduzione di Fantastico12 con Johnny Dorelli. Seguono gli anni della fuga in Spagna dove sperimenta una nuova forma televisiva e un nuovo pubblico, ma la grande nostalgia per l’Italia e per la Rai la portano a un rientro in grande stile…il 1995 è l’anno di Carramba! che sorpresa, il primo programma della Carrà di cui ho un’esperienza diretta e un grande successo del sabato sera italiano (pensate che aveva una media del 40% di share…cifre inimmaginabili nell’era del digitale). Non ottiene il successo sperato invece il Festival di Sanremo che conduce nel 2001, mentre conquista discreti apprezzamenti Sogni del 2004 e nel 2006 Amore, programma finalizzato a sensibilizzare il pubblico sull’adozione a distanza, tematica molto cara a Raffaella che, non avendo potuto avere figli propri, ha preferito adottare ben 9 bimbi poco fortunati.

Concludo con tre video davvero interessanti e divertenti:

Il Medley dei suoi più grandi successi proposto a Carramba che fortuna…

Vero che state ballando davanti al pc???

Nel 2007 Tiziano Ferro omaggia l’icona della musica italiana con “E Raffaella è mia”…

Memorabile questa scena di Fantastico 1991…

 

L’amore per la verità

 Ad aver dato fastidio alle organizzazioni criminali è il mio lettore, non sono io. Il mio lettore è ciò che loro non vogliono, il fatto che in questo momento ne stiamo parlando, che ne hanno parlato tutti i giornali, che continuano ad uscire libri, che continuano a nascere documentari, è tutto questo che loro non vogliono, è l’attenzione su di loro, sui loro nomi, soprattutto sui loro affari 

Queste sono le parole di un personaggio che definire straordinario è limitativo…

lui è ROBERTO SAVIANO!

 Dopo anni di tranquillo anonimato, di gavetta giornalistica presso Pulp, Diario, Sud, Il Manifesto e Il Corriere del Mezzogiono  e la laurea in Filosofia all’Università degli Studi di Napoli Federico II, Saviano affiora sulle scene internazionali nel 2006 con Gomorra, un romanzo destinato fin dagli albori ad entrare nella storia. Scoppia il “Caso Gomorra” e subito ci si rende conto di come una penna possa far più paura di una potente arma e di come la scrittura possa divenire strumento per la ricerca della verità e della giustizia.

L’Italia finalmente apre gli occhi e tra le pagine di questo romanzo scopre una verità inedita e molto amara. Il cittadino medio per la prima volta da turista spensierato diventa protagonista di un “viaggio nell’impero economico e nel sogno di dominio della camorra”, di un lungo tragitto tra Napoli, Casal di Principe, San Cipriano d’Aversa e l’agro aversano, centri cardine del mondo affaristico e criminale della camorra. La lettura non ci riporta un freddo e distaccato saggio sulla storia della criminalità organizzata in Campania, ma la sofferenza e la rabbia di un napoletano che vede la sua amata terra trasformata nella sede di ville hollywoodiane di boss malavitosi, di campagne pregne di rifiuti tossici smaltiti per conto di mezza Europa e di una popolazione che protegge e approva l’operato di questo sistema. Si scopre un mondo in cui gli adolescenti non pensano a cosa fare da grandi, ma crescono con la convinzione che solo la criminalità potrà aiutarli a vivere serenamente e da veri uomini.

A tre anni di distanza dalla pubblicazione il libro diventa indiscutibilmente un Best Seller grazie alla vendita di 4,5 milioni di copie in tutto il mondo. Il romanzo diviene anche uno spettacolo teatrale, che fa vincere a Saviano gli Olimpici del Teatro 2008 come miglior autore di novità italiana, e un film, di cui ha firmato la sceneggiatura, che vanta innumerevoli premi: si ricordi infatti il riconoscimento al Festival di Cannes con il prestigioso Grand Prix Speciale della Giuria.

Il 10 dicembre 2009, alla presenza di Dario Fo, Saviano riceve il titolo di Socio Onorario dell’Accademia di Brera e il Diploma di Secondo Livello in Comunicazione e Didattica dell’Arte honoris causa e compie il nobile gesto di dedicare i riconoscimenti ai meridionali di Milano. Il 22 gennaio 2011 l’Università di Genova gli ha concesso la laurea honoris causa in Giurisprudenza “per l’importante con­trib­uto alla lotta con­tro la crim­i­nal­ità e alla difesa del prin­ci­pio di legal­ità nel nos­tro Paese” ed è proprio in occasione di questa cerimonia che scoppia una scintilla di guerra tra Saviano e la Mondadori: infatti a gran voce dedica il riconoscimento ai Magistrati della Procura di Milano che indagano sul Ruby-gate…cosa di certo non andata giù a Marina Berlusconi.

Molti critici hanno definito lo stile di Saviano molto simile a quello di Leonardo Sciascia e di Italo Calvino, due grandi autori del ‘900 divenuti celebri proprio per il saggio romanzato, genere letterario che l’autore napoletano ha dimostrato di saper armeggiare molto accuratamente.

Come ben sappiamo però la carriera di Saviano non è costellata solo da successi ma anche da molti sacrifici: infatti dal 2006, anno in denunciò nella piazza di Casal di Principe gli affari dei capi del clan dei Casalesi, Francesco Bidognetti e Francesco Schiavone, e dei due reggenti, Antonio Iovine e Michele Zagaria, è costretto a viver sotto scorta a causa di continue minacce ed intimidazioni (decisione presa dall’ allora Ministro dell’Interno Giuliano Amato). Pensate che nel 2008 durante il famoso processo Spartacus  il legale dei boss Francesco Bidognetti ed Antonio Iovine lesse dinanzi al presidente della prima sezione di corte d’assise d’appello una lettera scritta congiuntamente dai due imputati (il primo in carcere, il secondo latitante da 13 anni) in cui era contenuta la richiesta di spostamento del processo a causa dell’influenze che Roberto Saviano avrebbe avuto sui giudici. Dopo questo episodio si capì definitivamente che grande minaccia rappresentasse lo scrittore per gli alti ranghi della camorra e perciò si decise di ampliare la scorta a cinque uomini.

Il 2008 è l’anno della paura: infatti un ispettore di Polizia della DIA di Milano informa la direzione distrettuale antimafia di essere venuto a conoscenza dal pentito Carmine Schiavone di un piano per uccidere lo scrittore e gli uomini della scorta con un attentato spettacolare sull’autostrada Roma-Napoli in stile Capaci. Nel giro di poco tempo il pentito smentisce tutto davanti ai magistrati e in questo modo allontana da sè ogni sospetto di ulteriori rapporti con l’organizzazione. Ormai è chiaro a tutti che Saviano è stato condannato a morte dal clan dei casalesi. Le informazioni che trapelano dagli interrogatori dei collaboratori di giustizia non danno speranze di futuro a Saviano, che dunque prende l’amara decisione di abbondonare l’Italia e lo fa con queste commuoventi parole:

Penso di aver diritto a una pausa. Ho pensato, in questo tempo, che cedere alla tentazione di indietreggiare non fosse una gran buona idea, non fosse soprattutto intelligente. Ho creduto che fosse assai stupido – oltre che indecente – rinunciare a se stessi, lasciarsi piegare da uomini di niente, gente che disprezzi per quel che pensa, per come agisce, per come vive, per quel che è nella più intima delle fibre ma, in questo momento, non vedo alcuna ragione per ostinarmi a vivere in questo modo, come prigioniero di me stesso, del mio libro, del mio successo. ‘Fanculo il successo. Voglio una vita, ecco. Voglio una casa. Voglio innamorarmi, bere una birra in pubblico, andare in libreria e scegliermi un libro leggendo la quarta di copertina. Voglio passeggiare, prendere il sole, camminare sotto la pioggia, incontrare senza paura e senza spaventarla mia madre. Voglio avere intorno i miei amici e poter ridere e non dover parlare di me, sempre di me come se fossi un malato terminale e loro fossero alle prese con una visita noiosa eppure inevitabile. Cazzo, ho soltanto ventotto anni! E voglio ancora scrivere, scrivere, scrivere perché è quella la mia passione e la mia resistenza e io, per scrivere, ho bisogno di affondare le mani nella realtà, strofinarmela addosso, sentirne l’odore e il sudore e non vivere, come sterilizzato in una camera iperbarica, dentro una caserma dei carabinieri – oggi qui, domani lontano duecento chilometri – spostato come un pacco senza sapere che cosa è successo o può succedere. In uno stato di smarrimento e precarietà perenni che mi impedisce di pensare, di riflettere, di concentrarmi, quale che sia la cosa da fare. A volte mi sorprendo a pensare queste parole: rivoglio indietro la mia vita. Me le ripeto una a una, silenziosamente, tra me. 

Non si è fatta attendere la collaborazione da parte di illustri personaggi come Umberto Eco, Dario Fo, Rita Levi-Montalcini, Claudio Magris e tanti altri intellettuali stranieri che hanno invitato pubblicamente lo Stato Italiano a compiere qualsiasi sforzo per proteggerlo e sconfiggere la camorra, ponendo l’accento sul fatto che la criminalità organizzata non è un problema di polizia che riguarda solo lo scrittore, ma un problema di democrazia che riguarda tutti i cittadini liberi. Nonostante questo ancora oggi molte persone hanno il coraggio di sostenere che la scorta a Saviano sia un inutile spreco di soldi a carico dei cittadini italiani.

Nel 201o insieme a Fabio Fazio Saviano conduce su Rai3 Vieni via con me che ottiene inaspettatamente un grande successo di pubblico, riuscendo nell’impresa di sensibilizzare ulteriormente l’opinione pubblica sul potere della criminalità organizzata in tutta Italia e su altri delicati temi.

Nonostante l’apprezzamento collettivo il programma non è più andato in onda in Rai e questo deve farci molto riflettere sulla situazione della tv pubblica italiana…

P.S. In questo giorno speciale per tutti i padri spero che a breve anche Saviano possa sentirsi chiamare “papà” finalmente libero dalla paura di morire solo per aver scritto un semplice libro!

Polemiche sanremesi!

Le polemiche, che sembravano mancare agli albori della kermesse, sono piovute come bombe subito dopo l’inizio della manifestazione canora (si può chiamare ancora così?)…non a caso il sermone kolossal di Adriano Celentano è stato anticipato da immagini di guerra e di morte!

Come sempre in  questo paese si può sputare fango su ogni onesto cittadino, su politici e su artisti, ma quando si tocca la Chiesa succede il finimondo e il molleggiato non poteva certo lasciarsi scappare una visibilità del genere per battere su questo tasto dolente. Giornali inutili come L’Avvenire e Famiglia Cristiana andrebbero chiusi definitivamente, il discorso di Dio per loro occupa poco spazio, lo spazio delle loro testate ipocrite…questa è la frase che ha destato più sdegno all’interno del clero, che a gran voce ha definito il cantante-predicatore “ignorante col microfono”. In realtà a me Celentano è apparso come un forte credente bisognoso di conoscere la purezza del messaggio di salvezza evangelica e non certo come un anticristo, tanto che alcuni prelati hanno dichiarato di essere rimasti positivamente colpiti dalle sue forti accuse. I direttori delle testate giornalistiche chiamate in causa hanno sottolineato come in Adriano ci fosse solo una volontà di vendicarsi contro le loro polemiche sul suo cachet, a detta dei quali così alto da poter mantenere aperte tutte le sede giornalistiche Rai nel sud del mondo…come ho scritto sul mio profilo FB inviterei il Vaticano a non fare questi discorsi perchè l’effetto boomerang potrebbe essere letale.

I bersagli del molleggiato però sono stati anche la Consulta, rea di aver bocciato il referendum sulla legge elettorale minando il principio costituzionale della sovranità popolare, la Francia e la Germania, che hanno imposto alla Grecia d’acquistare i loro armamenti prima di ottenere gli aiuti europei, il governo Monti, definito materiale di ottima resistenza apparentemente indipendente facile all’ossido dei partiti, Aldo Grasso, noto giornalista de Il Corriere della Sera, Lorenza Lei, direttore generale della Rai colpevole di aver allontanato Santoro.

Altro punto fortemente criticato di questa edizione sono le parolacce…troppo numerose nell’intervento iniziale di Luca e Paolo, in alcune esternazioni di Rocco Papaleo e nelle performance dei Soliti Idioti.

Tutto ciò ha portato i vertici Rai a commissionare la kermesse al vicedirettore Antonio Marano,una decisione dura e mai presa in 62 anni di storia del Festival…questa edizione è dunque destinata a rimanere nella storia e purtroppo non per le canzoni in gara.

Siccome i mali non vengono mai da soli, nella prima puntata la valletta Ivana Mrazova non è potuta scendere in scena a causa di un’acuta forma di cervicalgia nonostante i soli 19 anni e il sistema delle votazioni della giuria demoscopica è andato completamente in tilt, rinviando alla puntata seguente la gara.

Nella seconda puntata il clima si è acceso per il provocatorio abito sfoggiato dalla bellissima Belen Rodriguez

CHE BRIVI…AHAH!

Non poteva rimanere indifferente la maestrina Elsa Fornero che ha dichiarato di essersi sentita offesa come donna da qualche programma televisivo e che sia più salutare cambiare canale in certi casi. Il ministro, titolare del Welfare e delle pari opportunità, lo ha detto durante il convegno “Valore D – Donne al vertice per l’azienda di domani’’ a proposito delle donne in tv e ha puntualizzato: “Sono tre mesi che non vedo la televisione perché arrivo tardi a casa. Da quello che vedo e dalle polemiche di stamani non vedo cambiamenti apprezzabili”.

La terza puntata invece è stata d’alta qualità e finalmente ha visto la musica come unica protagonista…i cantanti in gara hanno proposto i grandi successi italiani nel mondo in duetto con star internazionali. Ecco i più emozionanti:

IRENE FORNACIARI CON BRIAN MAY E KELLY ELLIS

I MARLENE KUNTZ CON PATTI SMITH

FRANCESCO RENGA CON SERGIO DALMA

EUGENIO FINARDI CON NOA

In realtà sono stati tutti molto intensi e purtroppo non posso caricarli tutti!

Questa deve essere l’immagine dell’Italia nel mondo!!!

Fiorello salva la Rai!

12 milioni 156 mila 973 spettatori

Ecco i numeri magici che fanno svegliare “mamma rai” dal profondo sonno in cui era scivolata…sopravvissuta fino ad ora solo grazie a Don Matteo (dovrebbero farlo santo…ahah) da due settimane la tv pubblica ritrova splendore grazie a un personaggio da troppo tempo assente…Fiorello!  Lo showman siciliano è riuscito in un’impresa impossibile…riportare pubblico, allegria e soprattutto qualità nei palinsesti rai! Con il suo #Il più grande spettacolo dopo il weekend Fiorello fa il “botto” e riporta in auge il tanto amato varietà…anche se non più del sabato sera!

Riviviamo insieme i momenti salienti di queste due fantastiche serate…

Fiorello senza bisogno di trucco e parrucco imita in modo impeccabile la premiere dame Carla Bruni…ahah

Parodia di X Factor con il grande Giuliano dei Negramaro

Come in ogni varietà che si rispetti non può mancare la musica…e che musica!!!

 Perchè cara rai tutto ciò non diventa normalità??? Perchè dobbiamo aspettare anni per vedere la qualità??? Perchè i soldi del canone non vengono sempre investiti bene invece che in flop colossali (I programmi di Ferrara in primis)??? Perchè in Rai non possiamo più assistere a programmi di successo come “Annozero” e “Vieni via con me”???

Forse il cambio di governo farà respirare di nuovo la nostra amata Rai e speriamo che direttori, dirigenti e giornalisti come Minzolini, Masi, Ferrara, Bruno Vespa, Lorenza Lei, Liofredi e tanti altri berlusconiani abbiano già, come dice Fiorello, le valige pronte!!!

Addio!

La Storia e il mito sono costellati da sempre da traditi e traditori…ineluttabile binomio che collega Cesare a Bruto, Orlando a Gano, Eteocle a Polinice, Caino ad Abele e persino Gesù a Giuda. E il nostro Silvio dall’alto del suo prestigio poteva accontentarsi di un solo traditore??? Ma no…per lui ne sono stati necessari ben otto! Ieri per il nostro “povero” presidente è stata davvero una debacle e alla fine è stato costretto a promettere al Quirinale le sue prossime dimissioni! Ma l’era di Berlusconi può definirsi totalmente finita o il nostro eroe ha ancora un temibile asso nella manica??? Credo che dopo vent’anni di “servizio pubblico” possa finalmente godersi un meritato riposo e dire addio alla sua comoda poltrona…ma noi a che cosa possiamo dire addio???

Sicuramente dobbiamo dare il nostro addio alle splendide perle di saggezza e di coerenza che ci ha donato in questi lunghissimi anni…ecco gli esempi più illuminanti:

  • L’Italia è il paese che amo (1994)
  • Alla Rai non sposterò nemmeno una pianta. (29 marzo 1994)
  • Io sono l’unto del signore, c’è qualcosa di divino nell’essere scelto dalla gente. (25 novembre 1994)
  • Emilio Fede? Prima ero critico, ma adesso comincio ad apprezzarlo. È un baluardo per la democrazia e per l’informazione. (4 Gennaio 1995)
  • Bossi, un disastro, una mente contorta e dissociata, un incidente della democrazia italiana, uno sfasciacarrozze con il quale non mi siederò mai più allo stesso tavolo. (20 Gennaio 1995)
  • Voi dovete diventare dei missionari, anzi degli apostoli, vi spiegherò il Vangelo di Forza Italia, il Vangelo secondo Silvio. (4 Aprile 1995)
  • Sono un grande estimatore della magistratura. (10 Ottobre 1995)
  • Dire che io utilizzo la mia posizione di leader politico per interessi personali è negare il disinteresse e la generosità che mi appartengono. (15 dicembre 1995)
  • Arafat mi ha chiesto di dargli una tv per la Striscia di Gaza. Gli manderò Striscia la Notizia. (7 marzo 1997)
  • Da cui poi nacquero Romolo e Remolo. (28 Maggio 2000)
  • Ho insegnato al Milan come si gioca al calcio. (23 marzo 2001)
  • Hanno fatto una prova anche su di me, sulla mia funzionalità cerebrale e fisica e hanno deciso che sono un miracolo che cammina. (5 ottobre 2002)
  • Mi sta venendo un complesso di superiorità tanto che dico: “Meno male che ci sono io”. Nessuno avrebbe potuto fare meglio di quello che abbiamo fatto noi. (3 dicembre 2002). 
  • Sono un galantuomo, una persona perbene, un signore dalla moralità assoluta. (13 luglio 2003)
  • Mussolini non ha mai ucciso nessuno: gli oppositori li mandava in vacanza al confino. (4 settembre 2003)
  • Questi giudici sono doppiamente matti! Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana. (5 settembre 2003)
  • La stampa straniera è normalmente di sinistra e ci presenta in modo diverso dalla realtà. (24 ottobre 2004)
  • Se c’è qualcuno che fa un grande sacrificio a ripresentarsi come candidato quello sono io. (29 Agosto 2005)
  • C’è uno stato parallelo nelle mani della sinistra che controlla le scuole superiori, le università, i giornali, le radio, le televisioni, la magistratura. (a Ballarò, 2006)
  • Il Presidente del Consiglio non può, per definizione, mentire. (18 Gennaio 2006)
  • La Rai è una vera e propria macchina da guerra contro di me. E anche le mie televisioni mi remano contro. (8 gennaio 2006)
  • Sfido chiunque a citare un solo provvedimento del governo o della maggioranza che mi abbia favorito. (21 gennaio 2006
  • Andare in tv non mi piace, semplicemente lo odio. (25 gennaio 2006)
  • Io sono il Gesù Cristo della politica. (13 Febbraio 2006)
  • Ho troppa stima dell’intelligenza degli italiani per pensare che ci siano in giro così tanti coglioni che possano votare facendo il proprio disinteresse. (4 aprile 2006)
  • Non ho mai registrato tanto entusiasmo nei miei confronti negli ultimi 14 anni, al punto che mi sono venute le stigmate. (11 dicembre 2007)
  • L’energia nucleare è la forma più pulita e più sicura di produzione dell’energia. (2008)
  • Obama è giovane, bello e anche abbronzato. (6 Novembre 2008)
  • Non è in morte celebrale, ma è una persona che respira in modo autonomo, una persona viva, le cui cellule celebrali sono vive e mandano anche segnali elettrici, una persona che potrebbe anche in ipotesi generare un figlio. (Riguardo Eluana Englaro, Febbraio 2009)
  • Napoli sarà pulita dai rifiuti in pochi giorni. (detta più di 10 volte fra 2009 e 2010)
  • Non c’è stato nessun versamento di nessuno al signor Mills. (20 Maggio 2009)
  • In questi 15 anni ho avuto modo di incontrare più volte il leader (Gheddafi) e di legarmi a lui da una vera e profonda amicizia. Gli riconosco una grande saggezza. (11 Giugno 2009)
  • Siete solo dei poveri comunisti. (19 Giugno 2009, detta varie volte)
  • Le dico di essere stato e di essere di gran lunga il migliore Presidente del Consiglio che l’Italia abbia potuto avere nei suoi 150 anni di storia. (10 Settembre 2009)
  • Sento parlare la signora Rosy Bindi: è sempre più bella che intelligente. (8 ottobre 2009) 
  • Io se trovo quelli che hanno fatto nove serie della “Piovra” e quelli che scrivono i libri sulla mafia e che vanno in giro in tutto il mondo a farci fare così bella figura giuro li strozzo. (29 Novembre 2009)
  • Sconfiggerò il cancro nel giro di tre anni. (2010)
  • Ai giovani: cercate un lavoro all’estero, non è così difficile farlo. (12 Settembre 2010)
  • Alle donne: cercatevi un ragazzo ricco. (12 Settembre 2010)
  • La libertà di stampa non è un diritto assoluto. (10 Luglio 2010)
  • Meglio essere appassionato delle belle ragazze che gay. (2 Novembre 2010)
  • Non ho mai pagato una donna in vita mia. (16 Gennaio 2011)
  • Ho una relazione stabile con una persona. (16 Gennaio 2011)
  • Intenterò una causa allo Stato. (9 Febbraio 2011)
  • Le ho dato dei soldi per evitare che si prostituisse (riguardo Ruby, 10 Aprile 2011)
  • Abbiamo presentato la riforma della giustizia e per noi è fondamentale, perché in questo momento abbiamo quasi una dittatura dei giudici di sinistra. (a Barack Obama, 26 maggio 2011)
  • L’Italia è un paese di merda. (da un’ intercettazione, Luglio 2011)
  • Sic transit gloria mundi. (Così passa la gloria di questo mondo, riferendosi alla morte di Gheddafi, 20 Ottobre 2011)

 

La cosa a cui purtroppo non potremo dire addio è questa terribile crisi che fino a pochi mesi fa neanche esisteva in Italia…

“La crisi non è così grave” (20/01/2009)
“La crisi non è così tragica, sono i media che esagerano” (07/03/2009)
“La crisi è solo psicologica” (03/05/2009)
“Crisi di qua, crisi di là, dovremmo chiudere la bocca a tutti questi signori che parlano” (Giugno 2009)
“La crisi è ormai alle spalle” (08/07/2009)
“La crisi è alle spalle, è iniziata la risalita, ma è lenta” (11/03/2010)
“Crisi? Segni inducono all’ottimismo” (19/05/2010)
“Sulla crisi sono ottimista” (23/05/2010)
“Crisi superata grazie a scelte giuste del governo” (29/09/2010)

ma poi all’improvviso…

“Non è un momento facile, bisogna fare dei sacrifici” (12/07/2011)
“Il nostro cuore gronda sangue” (12/08/2011)

ma il top l’ha raggiunto con…

“I ristoranti sono pieni, non credo che voi vi accorgiate andando a vivere in Italia che l’Italia senta un qualche cosa che possa assomigliare a una forte crisi, non mi sembra” (04/11/2011)


Chi potrà sostituire un così alto esempio di serietà???

Non esclude il ritorno???

Chi può si tocchi proprio in quel punto per scongiurare ogni possibilità…ah ah

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