Davide Bellombra

"Voce nel silenzio"

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La città dall’eterna allegria!

Durante il ponte del primo maggio sono ritornato nella magica Roma, che solo pochi mesi fa mi ha stregato al primo sguardo…pensavo di rimanere deluso dopo la sorpresa della prima volta e invece sono ancora convinto che sia la città più bella del mondo e penso che neanche New York mi farà cambiare idea, se avrò mai la fortuna di sbarcare negli Usa.

Non sono qui certo a celebrare le bellezze della capitale (ci hanno già pensato ben prima grandi artisti), ma a proporvi una serie di divertenti scatti…vi ricordate il mio simpatico articolo sulle scritte divertenti sui muri delle città? Sicuramente i miei lettori storici si!

 A Roma ho trovato un ristorante molto carino colmo di questi motti esilaranti…ecco a voi il mio speciale reportage:

Immagino che bella vista!

Visto cosa succede ai vegetariani???

Questa è per noi uomini!

Parole sante!!!

Sarà vero???

Adoro la saggezza popolare!

Il locale era anche ricco di celebri scene della storia del Cinema italiano…

Preferite vino o acqua santa???

Non ho resistito alla tentazione di farmi fotografare:)

Ringrazio di cuore Gianluca, Artù, Stefania, Isabella e Topina per avermi fatto sentire il loro affetto in questo lungo periodo di assenza…grazie a voi ho la forza di continuare a scrivere!!! Questo non è un lavoro ma una gioia!!!

Shame: il sesso tra bellezza e brutalità

SHAME=DISONORE, ONTA, PECCATO, PUDORE, VERGOGNA

Shame è  l’ultimo film, dopo il successo di Hunger, diretto da Steve McQueen, che nella 68ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia ha ottenuto molte critiche positive e ha vinto la prestigiosa Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile, andata naturalmente al protagonista Michael Fassbender.

Come avrete capito dal trailer il personaggio principale, Brandon, vive con una seria dipendenza dal sesso che lo allontana da ogni sorta di relazione sana e stabile. Nonostante all’esterno l’uomo possa apparire sereno, sicuro di sè, forte e affascinante, in realtà è vittima di una trappola mentale umiliante che paradossalmente lo convince di avere la piena libertà di potersi permettere tutto e subito: da una escort a una camera d’albergo. Intrappolato in una grave inaffettività non è neache in grado di voler bene alla sorella minore Sissy, giunta a New York in cerca di protezione. Sentendosi respinta la fragile donna arriverà persino a tentare il suicidio, scatenando il rimorso di Brandon, sempre più preda delle sue stesse ossessioni e dipendenze incontrollate.

Al di là dell’eccellente tecnica filmica e della qualità del sonoro, quello che più mi ha colpito del film è la delicatica tematica, molto rara nonostante la dipendenza sessuale stia diventando una vera piaga sociale. Non mi sto riferendo alla frequenza di rapporti all’interno di una coppia, dato che sta diminuendo, ma al ricorso sempre più diffuso a patner occasionali a pagamento o più semplicemente a video porno facilmente reperibili in rete. Siete convinti anche voi che l’era del consumismo e del digitale abbia portato a un eccessivo individualismo che limita la possibilità di costruire relazioni sociali, amicali, affettive di un certo rilievo? Io sono ottimista e penso che questi siano ancora casi borderline e che la maggioranza delle persone riescano ancora a vivere il sesso come fonte di piacere e non come una necessità da soddisfare incessantemente per non provare dolore, frustrazione o rabbia. Pensate che l’unica volta in cui Brandon si ritrova in procinto di fare l’amore con la collega di lavoro per cui prova un sentimento si blocca e non riesce ad andare oltre, cosa mai accaduta nei rapporti con prostitute.

Come è ovvio ogni film  lodato dalla critica diventa un inesorabile flop ai botteghini: infatti per essere sinceri, nonostante sia uscito nelle sale il 13 gennaio, l’ho scoperto solo venerdì grazie a un talk ad esso dedicato ne  “Le invasioni barbariche” su la7 (http://www.la7.it/invasionibarbariche/pvideo-stream?id=i506547).  La grandissima giornalista di Repubblica Natalia Aspesi sottolinea come agli uomini non sia piaciuto il film perchè non hanno avuto la sensibilità di vedere nel protagonista una parte di sè stessi e si sono imbarazzati nel vedere qualcosa che non hanno il coraggio di fare se pur ne abbiano voglia e allude anche ironicamente al mondo di Arcore e dell’ex premier. Alle donne invece il film sarebbe piaciuto perchè hanno riscontrato in Brandon la sua grande e vana voglia di amare. La discussione si conclude con l’idea che anche l’uomo spesso vive il sesso e il rapporto di coppia con sofferenza e con ansia e di questo l’Aspesi se ne intende gestendo da anni una rubrica sentimentale.

Buona visione!

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