Davide Bellombra

"Voce nel silenzio"

Archivio per il tag “Dante”

Benigni…Re Mida!

“E’ un momento difficile, finora abbiamo scommesso sulla nostra parte più bassa, ora dobbiamo puntare a quella più alta, ricordare che il mondo non ce l’abbiamo in dono dai nostri padri ma in prestito dai nostri figli. In questa fase di difficoltà ho sentito vicine, sincere e profonde le lacrime della signora Fornero, mi ha fatto avere una piccola emozione. Non ho consigli da dare se non che nei momenti difficili bisogna stare insieme, lo sappiamo fin dall’Ecclesiaste. Un grande padre della nostra patria, che è stato in galera, in esilio, ha fatto la resistenza e ha subìto cose terribili per la nostra libertà. Ebbene lui che era pacifista convinto andò volontario nella prima guerra mondiale perché, disse, aveva visto che a partire erano i figli dei contadini, degli operai, tutta povera gente e in quel momento il bisogno che sentì era che doveva dare più di loro, per questo partì con loro, ma in prima linea, perché chi ha di più deve dare molto di più. Quando si danno loro dei consigli bisogna ricordarsi che i ragazzi non ascoltano quelle parole, perché non hanno bisogno di sermoni ma hanno bisogno di esempi di onestà. Guardare avanti perché come diceva Andrea Pazienza, non bisogna mai tornare indietro, nemmeno per prendere la rincorsa”

Ecco il discorso conclusivo che il geniale Roberto Benigni ha offerto ieri sera a #Il più grande spettacolo dopo il weekend dopo una brillante satira e il suo storico Inno al corpo sciolto…parole sagge, passionali e commuoventi che hanno reso la sua partecipazione straordinaria e che hanno mostrato l’autentico animo del nostro Roberto (le battute su Berlusconi sono state sicuramente divertenti, ma ormai già trite e ritrite). 

La sua presenza non ha deluso le aspettative neanche a livello di ascolto: infatti il picco di 16 milioni e 60 mila spettatori è stato raggiunto non casualmente durante il suo discorso…un vero successone! Ma prevedere cotanto successo di audience non era poi così arduo…Benigni e la tv hanno da sempre un rapporto preferenziale. Come il leggendario re Mida anche Roberto trasforma in oro ogni cosa che tocca, basta una sua breve comparsata per trasformare un programma in un catalizzatore di ogni generazione! Nel 2007 ha compiuto un vero miracolo, riuscendo a incollare davanti alla tv più di 10 milioni di persone e non grazie a una spietata satira, bensì con i dolci versi del V canto dell’Inferno…ci ha fatto sognare con l’intenso amore di Paolo e Francesca come nessun accademico sarebbe mai riuscito a fare. 

Non hanno bisogno di presentazione i versi più conosciuti al mondo…

Nel 2002 la lettura del Paradiso superò addirittura i 13 milioni di telespettatori e poi non si può dimenticare il capolavoro de “La vita è bella”, il film italiano più visto di tutti i tempi, che sul piccolo schermo raccolse 16 milioni 18 mila telespettatori e il 53,67 per cento di share.

Seguirono molti e giusti riconoscimenti come i premi Oscar per il miglior film e il migliore attore protagonista

Galeotto fu Benigni per il Festival di Sanremo nel 1980, nell’ 83, nel 2002 con Pippo Baudo, nel 2009 con Bonolis e nel 2011 con Morandi in occasione dei 150 anni dell’unità d’Italia.

INDIMENTICABILE

Ma vi ricordate quando saltò addosso a Raffaela Carrà toccandola in parti dove non batte il sole???  E quando toccò i gioielli di famiglia a Pippo Baudo baciandolo pure in bocca??? Quando scrisse con Celentano la lettera a Berlusconi a Rockpolitik??? Quando recitò la lettera di Oscar Wilde a Sanremo??? Sicuramente ho ricordato la minima parte di tutti i suoi successi, ma l’importante è non scordarci mai che mito e orgoglio italiano sia Roberto Benigni!!!

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Siamo un popolo di necrofili???

Ciao amici…risuona ormai da giorni in tutti i tg la tragica notizia della morte del campione di MotoGP Marco Simoncelli al Gran Premio di Sepang.  Mi sembra inutile descrivervi le modalità dell’incidente perchè purtroppo ancora è fresca nelle nostra testa l’immagine di quella tremenda caduta. Dalla mattina (ora italiana) di domenica 23 ottobre il web si è letteralmente riempito di commenti di disperazione, di rabbia e di commemorazione, i social network Facebook e Twitter si sono intasati di post con sue foto e video (alcuni hanno persino sostituito la loro immagine del profilo con la sua)…era insomma impossibile non trovare uno spazio dedicato a lui nella home di fb!!! Mi è sorta, dunque, una domanda spontanea…quante di queste persone sono state veramente suoi fan e non hanno pubblicato quei post solo sulla scia di un’onda emotiva??? Almeno la metà degli utenti avrebbe saputo solo identificarlo un mese fa??? Non mi sembra che prima di quel giorno fosse così alto l’interesse collettivo per la MotoGP!! Comunque non voglio giudicare nessuno e nemmeno scadere nella patetica retorica delle morti quotidiane nel terzo mondo (anche se, con tutto il rispetto, mi è sembrato esagerato il live del funerale in contemporanea su due reti generaliste). Si possono fare tantissimi esempi di tale fenomeno…pensiamo alle recenti morti di Sergio Bonelli (le vendite dei suoi fumetti, dati alla mano, sono triplicate) e di Steve Jobs…loro sono stati davvero dei geni, ma mi auguro che abbia letto almeno una volta un TEX o abbia mai tenuto nelle mani un Iphone colui che ha scritto “mi ha cambiato la vita!”. Ho notato che ad attirare il grande pubblico sono le morti tragiche o misteriose …basti pensare all’accanimento mediatico sugli omicidi ancora irrisolti (vd articolo precedente) o meglio sulle morti delle grandi star Micheal Jackson ed Amy Whinehouse, le cui dinamiche sono ancora avvolte da un’aura misteriosa (alcuni si ostinano a dichiarare che Jackson sia ancora vivo…pazzia o nostalgia?). Naturalmente questi sono i casi più recenti, ma innumerevoli sono le morti discusse…pensiamo a Jimi Hendrix, Janis Joplin, Jim Morrison, Robert Johnson, Brian Jones e Kurt Cobain, personaggi ormai leggendari anche grazie alla loro morte. Per concludere le domande sono due: Perchè siamo così attratti dalla morte (se ormai è così raro trovare un programma che parli di vivi è perchè al pubblico piace cosi)??? Perchè una persona defunta vale più di una viva, il suo talento non si dovrebbe riconoscere a priori??? Dante e Leopardi, oggi riconosciuti come i più grandi letterati italiani, sono stati denigrati ed emarginati dai loro contemporanei…certo l’esempio è un po’ fuori luogo ma ben esprime la mia idea. Spero che quest’articolo possa muovervi varie riflessioni e farvi capire se la vostra reazione è stata sincera, condizionata o esasperata…alla prossima!

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