Davide Bellombra

"Voce nel silenzio"

Archivio per la categoria “Non c’è limite al peggio!”

Povero giornalismo!

Dopo i tanti mesi dedicati alla rubrica “Personaggi Straordinari”  ho voglia di cambiamenti e battezzo ufficialmente la rubrica “Sono senza vergogna”. Mi ispirerò a fatti avvenuti durante la settimana e alla fine premierò quello più ridicolo, grottesco e imbarazzante.

Questa settimana a suscitarmi grande risate e anche enorme incredulità è stato il video girato sul web e in tv del rap di Giuliano Ferrara “Cavaliere, tienimi da conto Monti”, pubblicato dallo stesso “giornalista” sul sito de “Il Foglio”, giornale di cui è direttore.

La cosa sconvolgente è che un giornalista abbia bisogno di mettersi in ridicolo pubblicamente per avere un po’ di visibilità e per aumentare le vendite del suo giornale e gli ascolti della sua trasmissione Rai “Qui radio Londra”!!!

IL GIORNALISMO ITALIANO E’ ALLO SBARAGLIO!!!

E ALL’INGRASSO…AHAH!!!

Senza Vergogna!

Il nostro bel paese sta vivendo giorni di lutto e di sconforto dopo le due tremende tragedie del weekend: la prima a Brindisi causata dalla barbaria umana (usare “bestialità” sarebbe un complimento per i colpevoli dell’attentato) e la seconda nell’Emilia Romagna causata dall’indomabile forza della Natura. Ora oltre alla crisi economica l’Italia e gli Italiani hanno ben altro per piangere e per rimanere afflitti in ginocchio…un silenzio immane incombe sulla nostra nazione ferita.

Silenzio??? Neanche questo è stato rispettato purtroppo, ho sentito da sabato troppe parole e blasfemie, ma soprattutto ho letto tra Facebook e Twitter frasi sconcertanti…

La prima ha avuto risonanza mediatica ed è la frase scritta su Fb da Stefano Venturi, consigliere della Lega Nord di Rovato:

Per fortuna il partito ha costretto il consigliere a rassegnare le dimissioni dopo la frase abominevole…la prima cosa intelligente che vedo fare dalla Lega:)

La seconda è sicuramente di portata minore per visibilità, ma non per brutalità…è un tweet di una certa Mery Pompins @Elettra Besito, che alla luce dei suoi innumerevoli followers si è sentita in diritto di dire: “Ho sempre pensato che dei Pugliesi si salvi solo il 30%. Il resto è solo gente da bruciare”. Tutto ciò a poche ore dal tragico attentato e dalla morte di Melissa che dall’esplosione di una bomba è davvero stata bruciata viva.

SENZA PAROLE!!!

Licenziato!!!

 CLAMOROSA ROTTURA TRA EMILIO FEDE E IL SUO STORICO TG4!!!

In una logica di rinnovamento editoriale della testata cambia la direzione del Tg4. Dopo una trattativa per la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro non approdata a buon fine, Emilio Fede lascia l’azienda Mediaset. L’azienda lo ringrazia per il lavoro svolto in tanti anni di collaborazione e per il contributo assicurato alla nascita dell’informazione del gruppo.

Questo è il comunicato con cui ieri sera Mediaset ha ufficializzato il clamoroso licenziamento dopo 23 anni di Emilio Fede, il giornalista che ha creato l’informazione del Biscione e ha accompagnato con passione la lunghissima carriera politica di Berlusconi. In realtà con l’ex Presidente del Consiglio ha stretto un rapporto molto più forte della semplice collaborazione lavorativa e lo dimostra la sua presenza costante nello scandalo Bunga Bunga, in cui spiccano anche le “brillanti” figure di Lele Mora e Nicole Minetti. Ad accelerare la data dell’addio di Fede al suo storico tg, già prevista per la veneranda età del direttore, è stata la notizia della tentata esportazione in Svizzera di ben 2,5 milioni di euro, cifra giustamente rifiutata dalla banca per la sua incerta provenienza.

Quello che ci mancherà di lui non saranno certo le sue “imparziali” esclusive o i numerosi speciali in occasione delle vittorie elettorali del suo Silvio, ma i suoi divertentissimi fuori onda trasmessi costantemente da Striscia la notizia…

Che ridere!!!

Non ci dimenticheremo neanche le sue reazioni inimitabili di fronte alle intrusioni del fastidioso Paolini…

Guardate infine questo video struggente…

Chi non vorrebbe un amico fedele come lui???

100% affidabile!

Dopo vari giorni di assenza vi devo informare su un importante e gradito premio che il mio blog ha ricevuto poco tempo fa…

 

Il premio mi è stato virtualmente consegnato da Artù, originale e creativa foodblogger che potete trovare all’indirizzo  http://lacasadi-artu.blogspot.com/, con le seguenti motivazioni:

1. E’ aggiornato regolarmente
2. Mostra la passione autentica del blogger per l’argomento di cui scrive
3. favorisce la condivisione e la partecipazione attiva dei lettori
4. offre contenuti ed informazioni utili ed originali
5. non è infarcito di troppa pubblicità
 
Vi riporto anche la frase molto carina con cui Artù ha giustificato la sua scelta:
Premio Davide Bellombra per il suo blog di attualità ricco di spunti, di video, di ricordi, di stuzzicanti provocazioni, scorrevole, sempre giusto nei tempi e aperto al dialogo anche con noi foodblogger.
 
E’ inutile dirvi quanto mi abbia fatto piacere ricevere questo premio sia perchè ripaga gli sforzi del gestire un blog e poi perchè l’affidabilità sembra essere divenuta oggi una qualità rarissima…di quante persone possiamo fidarci veramente??? Voi avete la fortuna di poter contare su una persona al 100% affidabile???
 
Sicuramente Lucio Dalla aveva trovato in Marco Alemanno una persona al 100% affidabile…un amico intimo che non lo avrebbe mai tradito con meschinità, un confidente delle sue paure, un compagno nei momenti di svago e una persona che nel momento drammatico del suo funerale è riuscita con forza e dolore a gridare il suo profondo sentimento…
 
 
Eppure l’alta voracità dei mass media non è riuscita a fermarsi nemmeno di fronte a tutto questo e ha voluto ancora una volta accanirsi contro un qualcosa di puro e di intoccabile. Dal giorno seguente sono piovute le polemiche sulla possibile relazione del cantautore con il giovane e sull’omissione da parte di Dalla della sua omosessualità. Tutti si sono sentiti in dovere di esprimere la loro opinione o meglio il loro pesante giudizio. Ha incominciato la giornalista Lucia Annunziata che ha sostenuto: “I funerali di Lucio Dalla sono uno degli esempi più forti di quello che significa essere gay in Italia: vai in chiesa, ti concedono i funerali e ti seppelliscono con il rito cattolico, basta che non dici di essere gay. È il simbolo di quello che siamo, c’è il permissivismo purché ci si volti dall’altra parte”.
La polemica della conduttrice di “In 1/2 h” nasceva dal fatto che nessun giornalista si fosse degnato di chiamare il ragazzo “compagno di Dalla” prediligendo il sinonimo “amico intimo” e dalle parole del monsignor Gabriele Cavina, numero tre della Curia bolognese, che ha presentato Alemanno come “collaboratore” di Dalla e ha rammentato il dovere della confessione e della penitenza per non “accostarsi all’Eucarestia in peccato mortale”. Sono seguite a ruota le infiammate frasi di Franco Grillini, presidente di Gaynet, che ha dichiarato: “Lucia Annunziata ha ragione quando denuncia l’ipocrisia della Chiesa cattolica dicendo che se Dalla fosse stato gay dichiarato non gli avrebbero fatto i funerali in chiesa”. Non poteva assolutamente estromettersi dalla pesante querelle il critico letterario Aldo Busi che è arrivato ad apostrofare Dalla “gay represso cattolico”.
L’unica voce fuori dal coro e veramente degna di essere ricordata è quella di padre Bernardo Boschi, amico e confessore di Lucio, che senza ipocrisie e con spontaneità si è rivolto durante all’omelia proprio al presunto “collaboratore” con queste parole: “questo tonfo… quasi crudele, vero Marco?… ci ha lasciati tutti più soli, più tristi”. Con grande onestà intellettuale questo prete è riuscito a scorgere un reale sentimento al di là della rigida morale cattolica e in una sola frase ha liberato la Chiesa da un’immagine sessuofobica e omofoba ormai secolare.
Comunque alla fine di questo grande polverone concedetemi un liberatorio MA CHI SE NE FREGA…io ricorderò Lucio Dalla per la sua attività artistica e non certo per il suo orientamento sessuale, che si sarebbe dovuto dichiarare solo su volontaria richiesta del cantante e non senza rispetto dopo la morte…in fondo un personaggio pubblico non deve necessariamente rinunciare al suo privato e Dalla l’ha fieramente tutelato fino alla fine.
 
Per fortuna Lucio si è circondato di tanti amici che, ora che non c’è più, sono scesi in campo per difenderlo dalle accuse di ipocrisia e di falsità…queste sono le persone al 100% affidabili che auguro a tutti voi di trovare!
 
 

Carnevale grottesco

Si è appena conclusa la settimana carnevalesca e gli esiti non sono per niente buoni…

Guardate cosa si sono inventati gli amanti del travestimento

 

Questo simpatico bambino veste i panni del “famigerato”  Francesco Schettino, ormai così celebre da divenire una delle più gettonate maschere del Carnevale 2012. In realtà l’abito da capitano è sempre andato di moda, ma l’intento con cui quest’anno è stato acquistato e indossato è davvero grottesco.

“Due giorni dopo il naufragio della nave da crociera, abbiamo venduto 12 vestiti da comandante per un totale di 600 euro. Sono venuti a comprarlo anche gruppi di ragazzi, probabilmente per qualche festa a tema. Alcuni mi hanno addirittura chiesto se potevo ricamare il logo della Costa Crociere sulla schiena, ma ho rifiutato”

Questa raccapricciante dichiarazione è stata rilasciata al Corriere della Sera da Luigi Torriani, titolare del negozio Bottega del Carnevale di Milano.

Se indossato da un bambino questo capo fa venire i brividi alla schiena, forse suscita un sorriso di sdegno su un adulto ormai artefice del suo destino…

Per essere onesti questa “brillante” idea viene da Rio, la capitale del Carnevale, dove la tragica notizia del naufragio della Concordia ha risuonato con intensità. Al collo l’uomo porta anche un cartello con la celeberrima frase “Vada a Bordo Cazzo” ormai pronunciata in perfetto italiano in tutto il mondo insieme a pizza, a pasta e a mafia.

Anche se l’intento era satirico non trovo nulla di divertente e di festoso!!!

Non ha lasciato indefferenti neanche la love story tra il capitano e la ballerina fomentata dalla stampa internazionale.

A proposito di bambini sfruttati dai genitori si uniscono alla collezione…

 

Un povero neonato vestito da Steve Jobs e sbattuto immediatamente su Internet

 

A Napoli un bambino veste i panni dell’appena defunto motociclista Marco Simoncelli

La cosa inquietante è che la maschera non ha suscitato indignazione tra i presenti, che anzi si sono riversati in massa intorno al bambino per fotografarlo come una star. Non a caso questa foto è stata inserita nell’album di Facebook “La maschere più belle di Piazza del Plebiscito Napoli”, dove per fortuna sono arrivati i primi commenti polemici.

 

Dulcis in fundo…

Non poteva mancare in questa galleria degli orrori il vestitino di Zio Michele…il contadino di Avetrana indagato per la soppressione del cadavere della nipote quindicenne.

Ma non vanno più di moda i vestitini da Zorro, principessa, fatina, spiderman ecc???

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