Davide Bellombra

"Voce nel silenzio"

“Io cammino con gli ultimi”

Innanzi tutto voglio ringraziare calorosamente tutti i miei lettori, da quelli storici fino alle new entry, per l’affetto dimostrato in questi giorni…tutto ciò mi spinge ad impegnarmi ancora di più nella gestione di questo blog, iniziato così per gioco e divenuto in breve tempo fonte di innumerevoli soddisfazioni.

In secondo luogo vi informo su un “cambio di palinsesti”: la  rubrica Personaggi Straordinari, che fino ad ora fortunatamente ha ricevuto molti riscontri positivi, si sposta dalla domenica al lunedì con la speranza di non trovarmi più obbligato ad omaggiare l’ultimo nella lista dei defunti, ma di far in tempo ad esaltare un talento che ancora ci fa ridere, emozionare, commuovere e stupire.

Battezzo questa nuova stagione con un personaggio molto controverso, ribelle, anticonformista e per di più anche prete…

Lui è:

DON ANDREA GALLO!

Nel 1948 il nostro personaggio di oggi, dopo esser stato folgorato dalla spiritualità dei salesiani di Don Giovanni Bosco, entra nel noviziato di Varazze e incomincia a nutrire dentro di sè il desiderio di iniziative benefiche nel Terzo Mondo. Raggiunge il suo obiettivo nel 1953, anno in cui parte per San Paolo, dove incomincia un percorso di studi teologici che verrà bruscamente interrotto dalla sua totale repulsione per il regime brasiliano. Nel 1959 viene ordinato presbitero e successivamente diventa cappellano alla nave scuola della Garaventa, noto riformatorio per minori. Qui cerca di introdurre un’impostazione educativa diversa, volendo combattere i secolari metodi repressivi con le uniche armi della fiducia e della libertà. Per la prima volta nella loro vita questi ragazzi si sentono finalmente amati e considarati da quel prete che permetteva loro di uscire, di andare al cinema e di vivere momenti comuni di piccola autogestione, lontani dall’unico e rigoroso concetto di espiazione della pena. La sua passione nell’educare questi giovani sfortunati non viene premiata ma condannata: infatti viene allontanato senza giustificazioni valide dal riformatorio e nel 1964 decide di lasciare la congregazione salesiana per questo motivo: «La congregazione salesiana si era istituzionalizzata e mi impediva di vivere pienamente la vocazione sacerdotale». Passa molti anni nella parrocchia del Carmine che grazie al suo intervento diventa punto di aggregazione e di ascolto di giovani e adulti  poveri ed emarginati in cerca di solidarietà. Nel 1970 il suo progetto viene nuovamente infranto a causa di un ennesimo trasferimento, questa volta causato dalle pressioni delle classi borghesi residenti che lo accusavano di essere comunista e di favorire lo spaccio di hashish all’interno della sua comunità. Il provvedimento dell’arcivescovo provoca nella parrocchia e nella città un movimento di protesta, ma la curia non torna indietro e ingiunge a don Andrea di obbedire. Tuttavia egli rinuncia all’incarico offertogli all’isola di Capraia, ritenendo che lo avrebbe totalmente e definitivamente isolato.

Non si fa abbattere però Don Gallo e poco tempo dopo dà vita alla Comunità di San Benedetto al Porto, dove continua nel suo impegno a favore degli emarginati. Nel 2006 arriva persino a lottare a favore della legalizzazione delle droghe leggere e si fa multare per aver fumato uno spinello nel palazzo comunale di Genova e grazie a questa campagna stringe un forte sodalizio con Vasco Rossi e Piero Pelù. Hanno fatto discutere anche il suo sostegno al movimento No Dal Molin di Vicenza che si oppone alla costruzione di una nuova base militare Usa nella città veneta e la sua partecipazione al V2-Day organizzato da Beppe Grillo. Ha infine raggiunto l’apice delle antipatie nel Vaticano con la sua presenza nel 2009 al Gay Pride di Genova, con la presentazione del primo calendario transessuale della storia italiana, avente per protagoniste le trans del Ghetto di Genova cantate anche dall’amico Fabrizio De André e con la vittoria del titolo Personaggio Gay dell’Anno voluta da Gay.it. Recentemente Don Gallo ha sostenuto Marco Doria alle primarie del centrosinistra di Genova per la designazione del candidato sindaco, poi vinte dallo stesso Doria.

Vorrei concludere con una frase di  Loris Mazzetti, suo collaboratore nel libro Sono venuto per servire, che con ironia sia verso la Chiesa sia verso la Politica dice: «Peccato che Don sia un prete. Se fosse un politico avremmo trovato il nostro leader».

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36 pensieri su ““Io cammino con gli ultimi”

  1. Infatti Davide, speriamo non dovrai più omaggiare l’ultimo defunto. anche se… Posso dirti per certo, tra poco ce ne sarà un altro… Un altro grande cantautore italiano. E’ ricoverato dalle mie parti in terapia intensiva…

    Ma cambiamo discorso…
    Lo sai che non lo conoscevo?
    Mi vuoi dire ignorante? Me lo merito! Ma io, sinceramente, Don Gallo non me lo ricordo.
    Mi vergogno pure a rivelarlo :_(

    Ciao mitico!!!
    Un abbraccio

  2. Niko in ha detto:

    Don Gallo… che personaggio! … qualcuno interpreta il suo attivismo semplicemente come “egocentrismo”… di certo è molto “sui-generis”, ma ben venga la variegatura di personaggi in questa vita!! 🙂

  3. icittadiniprimaditutto in ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  4. Don Gallo è uno dei pochi esseri umani capaci di farmi pensare che la parola “cristiano” non sia una presa in giro, ma derivi davvero da quel signore protagonista dei vangeli, il cui solo insegnamento era l’Amore.

    Complimenti per l’ottima scelta di Personaggio, e per il tuo sempre più bel blog!

  5. micia in ha detto:

    Mi piace visitare il tuo blog perchè diverso dal mio.
    Questa rubrica da l’opportunità di conoscere ed approndire la vita di persone che forse da sola non avrei cercato loro notizie.
    C’è sempre da imparare.

  6. Non per farmi della pubblicità sul tuo blog Bellombra, ma ti segnalo questo post che avevo scritto tempo fa solo per farti vedere come la pensiamo tutti e due. Leggi, non ti dico altro, è una cosina da poco ma spero che sia chiaro il messaggio per te da parte dei miei complimenti che ancora una volta ti faccio con tutto il cuore! Un abbraccio. http://latopinadellavalleargentina.wordpress.com/2011/08/22/don-gallo-amico-mio/

  7. In una delle edizioni del libro …all’interno della copertina è descitto così:
    “Libertà, autodeterminazione dei popoli, uguaglianza, droga, immigrazione e lotta al capitalismo selvaggio. Sono queste le tematiche che ancora una volta torna ad affrontare don Andrea Gallo, il prete da marciapiede, l’uomo che da quasi mezzo secolo dedica la propria vita agli ultimi, ai diseredati, ai poveri, a tutti coloro che stanno in fondo alla fila. Amico di Manu Chao, Vasco Rossi e tanti altri artisti che remano in direzione ostinata e contraria, il Gallo come lo chiamano i ragazzi della sua Comunità è sempre più un punto di riferimento per tutti coloro che credono nella libertà, nella democrazia e nell’altruismo. Con il suo stile diretto, fatto d’amore e ironia tagliente, il Gallo – come lo chiamano i ragazzi della sua comunità – torna a raccontarci frammenti della sua storia, una storia sempre in bilico fra fede cristiana e vicoli, situazioni al limite e un’incrollabile voglia di tendere la mano a chi non riesce più a rialzarsi. ”

    Davide ….sei un grande ….trovi sempre i personaggi giusti !!!

  8. Non stimo molto i personaggi del clero e/o affini, ma Don Gallo è talmente oltre e sopra certe regole che lo ammiro, e mi chiedo perchè ci siano così poche persone come lui…..forse è anche questo che lo rende così unico?

    Come diceva la mia adorata nonnina, “fatto uno hanno buttato via lo stampino….”

  9. Pure con Don Gallo hai fatto appena appena in tempo, mi sa. No, va be’. Corna e cornini! 🙂

  10. Sono d’accordo con Artù e ricordo con piacere la sua intervista a Che tempo che fa.

  11. Almeno si espone, politicamente e socialmente, al contrario di quei panzoni che girano nei monasteri! bravo Don Gallo.

  12. Davide, Davide, sei grande, ti dirò una cosa, personalmente ho un grande conflitto nei confronti del cattolicesimo. Non sopporto la gerarchia, l’ipocrisia, il potere, che caratterizza la chiesa cattolica, con il risultato che non metto mai i piedi in questo edificio…ma se i preti fossero tutti come Don Gallo, allora si che in chiesa mi sentirei veramente nella casa di Dio, e sicuramente anche meno sola nel vivere la mia fede…
    Cari saluti

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