Davide Bellombra

"Voce nel silenzio"

Shame: il sesso tra bellezza e brutalità

SHAME=DISONORE, ONTA, PECCATO, PUDORE, VERGOGNA

Shame è  l’ultimo film, dopo il successo di Hunger, diretto da Steve McQueen, che nella 68ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia ha ottenuto molte critiche positive e ha vinto la prestigiosa Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile, andata naturalmente al protagonista Michael Fassbender.

Come avrete capito dal trailer il personaggio principale, Brandon, vive con una seria dipendenza dal sesso che lo allontana da ogni sorta di relazione sana e stabile. Nonostante all’esterno l’uomo possa apparire sereno, sicuro di sè, forte e affascinante, in realtà è vittima di una trappola mentale umiliante che paradossalmente lo convince di avere la piena libertà di potersi permettere tutto e subito: da una escort a una camera d’albergo. Intrappolato in una grave inaffettività non è neache in grado di voler bene alla sorella minore Sissy, giunta a New York in cerca di protezione. Sentendosi respinta la fragile donna arriverà persino a tentare il suicidio, scatenando il rimorso di Brandon, sempre più preda delle sue stesse ossessioni e dipendenze incontrollate.

Al di là dell’eccellente tecnica filmica e della qualità del sonoro, quello che più mi ha colpito del film è la delicatica tematica, molto rara nonostante la dipendenza sessuale stia diventando una vera piaga sociale. Non mi sto riferendo alla frequenza di rapporti all’interno di una coppia, dato che sta diminuendo, ma al ricorso sempre più diffuso a patner occasionali a pagamento o più semplicemente a video porno facilmente reperibili in rete. Siete convinti anche voi che l’era del consumismo e del digitale abbia portato a un eccessivo individualismo che limita la possibilità di costruire relazioni sociali, amicali, affettive di un certo rilievo? Io sono ottimista e penso che questi siano ancora casi borderline e che la maggioranza delle persone riescano ancora a vivere il sesso come fonte di piacere e non come una necessità da soddisfare incessantemente per non provare dolore, frustrazione o rabbia. Pensate che l’unica volta in cui Brandon si ritrova in procinto di fare l’amore con la collega di lavoro per cui prova un sentimento si blocca e non riesce ad andare oltre, cosa mai accaduta nei rapporti con prostitute.

Come è ovvio ogni film  lodato dalla critica diventa un inesorabile flop ai botteghini: infatti per essere sinceri, nonostante sia uscito nelle sale il 13 gennaio, l’ho scoperto solo venerdì grazie a un talk ad esso dedicato ne  “Le invasioni barbariche” su la7 (http://www.la7.it/invasionibarbariche/pvideo-stream?id=i506547).  La grandissima giornalista di Repubblica Natalia Aspesi sottolinea come agli uomini non sia piaciuto il film perchè non hanno avuto la sensibilità di vedere nel protagonista una parte di sè stessi e si sono imbarazzati nel vedere qualcosa che non hanno il coraggio di fare se pur ne abbiano voglia e allude anche ironicamente al mondo di Arcore e dell’ex premier. Alle donne invece il film sarebbe piaciuto perchè hanno riscontrato in Brandon la sua grande e vana voglia di amare. La discussione si conclude con l’idea che anche l’uomo spesso vive il sesso e il rapporto di coppia con sofferenza e con ansia e di questo l’Aspesi se ne intende gestendo da anni una rubrica sentimentale.

Buona visione!

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22 pensieri su “Shame: il sesso tra bellezza e brutalità

  1. Io l’ho trovato meraviglioso!!! Lo attendevo da un po’ e non me lo sono lasciato sfuggire. Effettivamente la sala era un po’ vuota e il pubblico maschile, a differenza di quello femminile, lo’ho trovato alquanto imbarazzato….ancora non capisco perchè o per cosa. Ne ho parlato anch’io nel mio blog.

    http://stephocolphacido.wordpress.com/2012/01/18/shame/

    Mi è piaciuto il tuo punto di vista. A presto!

  2. Argomento stimolante (oltre che molto attuale) per uno come me che fra mille altre cose ha scritto “gigolo’ per cliente unica” (elogio della bisessualità e della prostituzione) romanzo in cui il protagonista – che nell’Amore ha smesso di credere – spende come cliente (di prostitute, travestiti e transex) quasi tutto quello che guadagna gigoleggiando… (ma l’Amore lo aspetta dietro l’angolo per prendersi le sue rivincite…)
    Però non ne farei, come fai tu, una questione di “amore di coppia”, per forza rassicurante e positivo, o di rapporti disordinati, per forza negativi. E’ più una questione di “modo”: ci può essere dolcezza struggente e disperato bisogno d’affetto anche in un rapporto occasionale, come ci può essere reiterazione compulsiva, malata e senz’anima nel trivellarsi ogni santo giorno la stessa moglie… :-))
    Ma una cosa è certa: l’iper erotizzazione e sessualizzazione del web sta rischiando, questo sì, di derubare le nuove generazioni di ogni rimasuglio di affettività e di anima, ma anche di mistero e di brivido, e soprattutto di fantasia: il 99% delle scopate su youporn seguono le stesse ripetitive dinamiche – sembra la catena di montaggio di una fabbrica di salsicce.

    • Condivido perfettamente la parte su youporn, mentre non capisco cosa ci sia da elogiare nella prostituzione…la trovo sbagliata specialmente se forzata, ma anche se cercata come via di facile guadagno!

      • Naturalmente il mio elogio della prostituzione è provocatorio e paradossale, e dal retrogusto amaro (mi fa schifo tutto ciò che si riduce a mercato e denaro, figurarsi farlo col proprio corpo e la propria anima), mentre quello della bisessualità è MOLTO più convinto… Resta il fatto che spesso le prostitute (non quelle obbligate dagli schiavisti, e neppure le sciacquette rampanti che si vendono agli stronzi influenti per fare carriera) sono donne oneste e coraggiose che rischiano in proprio, al contrario di certe mogliettine calcolatrici a cui è bastato centrare UN colpo (spesso, se ci pensi, la vera troia è quella che sa sposarsi BENE…) 🙂

      • Ottica molto interessante e certamente condivisibile…altri esempi possono essere le ventenni o trentenni che vanno con cinquantenni o sessantenni influenti e molto ricchi. Ci sono tantissimi esempi noti ma fare i nomi significherebbe dar loro importanza!

  3. icittadiniprimaditutto in ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  4. Non lo conoscevo affatto! Adesso mi informo meglio se trovarlo ancora in giro o se aspettare di vederlo su sky. Comunque hai ragione: sta schifezza della dipendenza dal sesso è veramente una cosa oscena. Poi nel mio ambiente, i miei consimili, sono semplicemente scandalosi!

  5. Siete convinti anche voi che l’era del consumismo e del digitale abbia portato a un eccessivo individualismo che limita la possibilità di costruire relazioni sociali, amicali, affettive di un certo rilievo?

    Sì, io ne sono fermamente convinto, e non lo dico per pessimismo ( faccio parte più o meno consapevolemente anche io del processo.. E la consapevolezza è la prima mossa per cercare di rompere certi limiti. O almeno spero)

    • Si e no…secondo me dipende dall’età della persona e ovviamente dal cervello. Mi spiego: quelli un po’ più “grandicelli” (tipo me che vado per i 30) hanno vissuto il cambiamento…la nascita della collettività internettiana e ne sono entrati a piccoli passi. Per i più giovani è stato più complicato. Non hanno vissuto lo stesso cambiamento. Sono nati in un mondo tecnologico dove il rapportarsi con l’altro era già di per sé sfalsato.

      Ovviamente sta poi all’intelligenza di ogni individuo, ma anche a meccanismi caratteriali o in taluni casi all’appoggio e l’aiuto di un genitore, riuscire a scindere la realtà vera da quella “fasulla”.

      E’ un discorso troppo ampio, non credo di riuscire ad uscirne sano e salvo. PEr il momento mi fermo qua! 😉

      Buona serata a tutti! 🙂

      • Io sono un sostenitore del web e dei social network se usati intelligentemente. Tutto dipende dall’uso che si fa delle cose e non dalle cose in sè!

    • Sicuramente non è più come decenni fa ma ancora è presto per essere catastrofisti!

  6. Non conosco il film, mi spiace ma cavoli, che bravo che sei a fare recensioni. Mi è piaciuto molto quello che hai scritto inerente a come l’hanno preso gli uomini e le donne. Forte!

    • Ciao:) Mi fanno piacere i tuoi complimenti, ma per essere onesto mi sono limitato a riportare ciò che ha dichiarato l’Aspesi a “Le invasioni barbariche”! Alcune cose invece sono frutto del mio sacco!

  7. Ciao, non conoscevo questo film ma ho già sentito di questa dipendenza, soprattutto da siti americani, dove le persone come per tante altre dipendenze vanno in rehab. Tra i vip sembra una moda.
    Grazie per il commento, i bigliettini comunque non sono una mia idea ma dei siti trovati. Essendo di facile realizzazione li ho condivisi, come altri post.
    Ciao

  8. ciao davide!!!

    sono contentissima di averti trovato anche su twitter!

    ps. la risposta che ti ho lasciato è relativa al numero di follower sul blog come mi avevi chiesto. Ora sono curiosa!!!!

    ps2. ora mi leggo questo post che è due giorni che lo vedo e non riesco a farlo perchè ho il tempo contatissimo!!!

  9. Me lo sono perso, ma conoscevo la trama e mi incuriosiva molto. Dopo aver letto questo tuo post credo lo andrò a recuperare il prima possibile!

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