Davide Bellombra

"Voce nel silenzio"

Genova: tragedia replicata!

Ciao amici…avrei voluto scrivere qualcosa di curioso e di divertente, ma purtroppo l’attualità non mi permette di tacere su un evento così drammatico come l’alluvione di Genova dello scorso venerdì. Non voglio assolutamente riproporvi tutto ciò che avete già appreso in abbondanza dai tg di questi giorni, ma vorrei dimostrarvi  come tale tragedia non sia la conseguenza di un cambiamento climatico o il possibile segnale di un’imminente fine del mondo. Sono ben 10 le alluvioni che purtroppo Genova ha subito nella sua storia…la prima fu nel 1945, la seconda e la terza si susseguirono a breve distanza nel 1951, la quarta fu il 19 settembre 1953, la quinta l’ 8 ottobre 1970 e fu la più drammatica con ben 16 morti, la sesta nel 1977, la settima il  27 settembre 1992, l’ottava il 23 settembre 1993, la nona il 4 ottobre 2010 e infine l’ultima il 4 novembre scorso. In tutti questi innumerevoli casi le zone colpite sono sempre le stesse: la val Bisagno, quella dello stadio Marassi, della stazione Brignole, del Palazzetto dello Sport alla Foce.

Perchè???

Semplicemente perchè le “bombe d’acqua” non sono un fenomeno di oggi e perchè dal lontano 1928 sono stati intapresi una selvaggia urbanizzazione sulle colline e sui due versanti della valle e soprattutto il restringimento del letto del fiume e la copertura di alcuni tratti e della foce del Bisagno

Ora basta parole (ne sono già state spese a vuoto troppe in questi giorni) e diamo spazio alla musica che come sempre è rivelatrice di mille verità…naturalmente non ho potuto non caricarvi “La chitarra di Bellafontana”, ballata che Renzo Rosso ha dedicato al musicista Lorenzo Bellafontana testimone inerme della tragedia del 1970, e alcuni motivi della splendida “Dolcenera” di De Andre’

Come si evince dall’ultima parte del video dopo il 1970 il comune di Genova ha avviato a caro prezzo una ricerca architettonica, geologica, ingegneristica, allo scopo di evitare altri eventi alluvionali dovuti al maltempo autunnale, che è tipico della Liguria da sempre. Sono arrivati progetti a centinaia, e ognuno degli insigni progettisti proponeva di volta in volta di scoperchiare il fiume, o fare uno scolmatore (sì ma dove, visto che ci sono più case che abitanti?), abbassare il letto del fiume con scavi imponenti etc.
Nel 1999 un progetto dell’architetto G.Spalla (con R. Rosso) prevedeva di riportare a cielo aperto la parte centrale del corso d’acqua, creando un “viale d’acqua” suggestivo e in grado di migliorare la gestione delle piene, ma l’idea fu bocciata dal Comune.

Il video è stato caricato su Youtube l’anno scorso e purtroppo la previsione di un’ulteriore tragica alluvione si è realizzata pochi giorni fa…seguono alcuni momenti drammatici immortalati in modo amatoriale da testimoni disperati:

Mi spiegate cos’è cambiato dal 1970 a parte il bianco e nero delle riprese??? In più di 40 anni non è stato concluso nulla e ancora alle soglie del 2012 delle persone in un paese evoluto come l’Italia possono morire nelle strade della propria città solo a causa del maltempo!!! Quanti cittadini devono ancora morire per far partire i lavori??? Quanti soldi devono essere ancora sprecati per far vergognare e sentire in colpa le classi dirigenti???

Di fronte a questi dati scioccanti reagire con rabbia è naturale, però l’importante è non prendersela con la natura, che non fa altro che seguire il suo corso, ma con coloro che hanno permesso la costruzione in zone ad alto rischio e soprattutto non hanno alzato un dito in 40 anni per fermare un’altra replicata tragedia!

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4 pensieri su “Genova: tragedia replicata!

  1. a me spiace dirlo, ma nelle colpe di certi disastri ci vedo tanta tanta italianità.
    Siamo un popoli di coglioni.

  2. Buonasera Davide,
    volevo ringraziarti per il pensiero che hai lasciato al post sul mio blog. Non potendolo fare via mail, scrivo qui. Così ho potuto leggere i tuoi articoli e fare la tua conoscenza. Ti confermo che è piacevole ricevere in dono una poesia e sono lieta di avere una bella famiglia, fuori dal coro.
    Un saluto, a presto.
    Susanna

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